Sono disponibili in segreteria gli Atti del Convegno di teologia sacramentaria: Dove va la teologia sacramentaria? Domande, prassi e prospettive (Ancona, 1-3 settembre 2025).
Pubblichiamo l’introduzione del direttore, prof. don Mario Florio.
Sono passati trent’anni anni dall’istituzione presso l’Istituto Teologico Marchigiano (Ancona) del secondo ciclo di studi in Teologia con la Specializzazione in Teologia sacramentaria. Nel corso di questo periodo lo stesso Istituto si è distinto per avere proposto periodicamente – di solito con cadenza biennale – dei Seminari specialistici di studio in re sacramentaria per docenti provenienti dalle Facoltà teologiche presenti in Italia. Gli Atti di questi Seminari sono stati regolarmente pubblicati nella Collana GestisVerbisque dello stesso Istituto.
Il recente Convegno nazionale (Ancona, 1-3 settembre 2025) ha voluto proseguire – come già anticipato nel precedente Convegno nazionale dal titolo Come sta la Teologia sacramentaria? – la riflessione e il dialogo delle discipline teologiche, in particolare della Teologia sacramentaria e della Teologia liturgica, sulle nuove frontiere del mondo del sacramento nell’attuale congiuntura della missione della Chiesa nel contesto contemporaneo. Da qui il tema del Convegno, analogamente al precedente in forma di domanda (Dove va la teologia sacramentaria?), che riprendendo il titolo di un celebre saggio del 1974 del teologo milanese Mons. Giuseppe Colombo si è voluto poi articolare in tre direzioni specificate dal sottotitolo: Domande, prassi e prospettive.
Questo tema in forma di quaestio risulta essere uno snodo fondamentale della stessa autocomprensione della Chiesa, anche alla luce del recente Documento finale del Sinodo dei Vescovi con l’attenzione dedicata alla natura sacramentale del popolo di Dio e alle sue radici sacramentali.
Il Convegno, indirizzato principalmente ai docenti di Teologia sacramentaria e Liturgia delle Facoltà teologiche, degli Istituti Teologici aggregati e affiliati e degli Istituti Superiori di Scienze Religiose, è stato caratterizzato anche dalla partecipazione di docenti di altre discipline, sia teologiche che umanistiche. Questo fatto ha consentito di sviluppare un fecondo stile di dialogo inter e transdisciplinare di cui si è potuto fare esperienza specialmente nei quattro laboratori che hanno cadenzato le due sessioni centrali dei lavori.
Di seguito presentiamo gli Atti del Convegno provando a rispettarne in modo speculare l’effettivo svolgimento strutturato in due sessioni con quattro relazioni principali e quattro laboratori tematici. L’ultima sessione è stata caratterizzata dal dialogo a tutto campo tra i partecipanti, dopo avere ascoltato le sintesi dei quattro laboratori curate dai rispettivi moderatori. Le “conclusioni” presentate al termine dei lavori non potevano che avere una forma ancora incompleta. In occasione della pubblicazione degli Atti sono state riviste, integrate e sviluppate in modo più organico con l’ausilio dei quattro moderatori, il testo finale è stato curato dagli stessi due docenti (G. Frausini e M. Florio) che essendo stati coinvolti più direttamente nella preparazione del Convengo sono stati incaricati di presentarne le “conclusioni” in forma di bozza ai partecipanti nella fase ultima dei lavori nella tarda mattinata del 3 settembre. Un paio di annotazioni vanno tenute presenti come premessa alla presente pubblicazione degli Atti del Convegno.
La prima fa riferimento alla ripresa di un testo che, presentato in occasione della inaugurazione della Licenza, è stato ristampato in occasione del Convegno e consegnato in cartellina ai partecipanti all’apertura dei lavori. Si tratta della relazione tenuta dal Prof. Duilio Bonifazi – docente di Teologia dogmatica, primo Preside dell’Istituto Teologico Marchigiano e tra gli artefici principali della istituzione della specializzazione in Teologia sacramentaria – in occasione del solenne atto di inaugurazione di questa nuova realtà accademica. Rileggere questo saggio a distanza di trent’anni, ne è stato ripreso in modo esplicito qualche passaggio sia all’apertura come alla chiusura dei lavori, ha permesso non solo di ripercorrere alla luce della traiettoria teologica disegnata e consegnata in questo testo fondativo il percorso svolto in questi tre decenni con i necessari aggiustamenti di prospettiva e integrazioni di metodo ma anche di riprendere il valore di alcune intuizioni teologiche di fondo che permangono del tutto attuali e feconde per lo sviluppo nel prossimo futuro della peculiare attività accademica di questo luogo di ricerca teologica, di per sé unico nel panorama nazionale, sia in ordine alla didattica come alla ricerca nell’ambito della Teologia sacramentaria.
La seconda annotazione vuole rendere edotti i lettori del metodo seguito nella preparazione del Convegno. Si è arrivati ad individuare i quattro approcci al tema dei lavori (antropologico, teologico pastorale, teologico liturgico ed ecclesiologico) – approcci su cui poi si sono innestate le quattro relazioni principali – nel contesto di un dialogo previo tra docenti di varie discipline dell’ITM e dell’ISSR di Ancona. A partire da questo dialogo sono stati selezionati i “fronti” o “luoghi” avvertiti come particolarmente pertinenti nel porre alla Teologia sacramentaria delle provocazioni sul suo futuro nel provare a rispondere alla domanda Dove va la Teologia sacramentaria? Da qui è emersa l’esigenza di redigere lo status quaestionis articolando le diverse problematiche nelle quattro direzioni menzionate. Si è poi passati ad interpellare i docenti (dei due Istituti), più affini per competenza disciplinare a ciascuna delle quattro aree interessate, di preparare le schede di lavoro con le “provocazioni” (così sono state definite) in base alle quali operare l’individuazione dei relatori ai quali poi sottoporre la rispettiva scheda per una indicazione di fondo delle questioni da tenere presenti nella relazione. Le schede con le provocazioni sono state predisposte in tempo utile da quattro docenti dei due Istituti in dialogo con i colleghi della stessa area disciplinare. A questo punto il passaggio alla scelta del profilo della competenza disciplinare dei relatori al Convegno ha completato la fase di preparazione ed avviato la fase successiva di individuazione degli stessi ai quali sono state poi inviate le schede. Attraverso un dialogo in itinere tra i relatori e i moderatori dei quattro laboratori si è arrivati infine a predisporre il materiale (relazioni e schede con le domande per i laboratori) per lo svolgimento dei lavori del Convegno. Questa breve narrazione ci sembra utile per offrire uno sguardo sul metodo seguito e anche per delineare la delimitazione della ricerca promossa nel tentare di rispondere alla domanda di fondo, avendo presente che i “fronti” o “luoghi” individuati non possono certamente esaurire l’ampio spettro delle problematiche che intercettano e/o interpellano il mondo del sacramento. Anche per questa ragione nel titolare l’ultimo testo degli Atti abbiamo preferito presentare non tanto delle “conclusioni” quanto piuttosto degli orientamenti e prospettive. La ricerca continua!
Mario Florio

