18 Marzo 2026
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‘Sostenere la cultura della pace’. L’appello dell’Associazione teologica italiana (Ati)

“Nel Vangelo di Luca, giunto in vista di Gerusalemme, Gesù piange sulla città pronunciando parole cariche di amarezza: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!» (Lc 19,42)”.

Inizia così la nota diffusa dal consiglio direttivo dell’Ati, l’Associazione teologica italiana con la quale lanciano il loro appello per la pace unendosi “a tutti coloro che rifiutano la violenza”.

“La scena è commovente – prosegue l’appello -, e nel pianto del Figlio di Dio c’è tutto il dispiacere nei confronti di chi fa il male e la compassione nei confronti di chi soffre. In questo tempo drammatico, vogliamo unirci al moto del cuore di Cristo. Siamo addolorati di fronte alle scelte di chi vuole la guerra e affranti per i popoli e le nazioni che piangono i loro morti, tra cui donne e bambini innocenti”.

“Ribadiamo che la guerra va ripudiata «come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» (art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana) e che «ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità» (Gaudium et spes, n. 80)”.

“In quanto teologi e teologhe – spiegano – abbiamo lo strumento fragile e mite della parola per ribadire il nostro no ad ogni violenza, e vogliamo impegnarci, nelle nostre riflessioni e nel nostro insegnamento, a sostenere una cultura della pace”.

“Nelle assemblee cristiane di tutto il mondo – così si conclude l’appello -, da secoli riecheggia il saluto del Risorto: «Pace a voi!» (Lc 24,36; Gv 20,21). Essa è la promessa del nostro Salvatore, che vuole trovare, anzitutto in noi, figli e figlie capaci di divenire autentici «operatori di pace» (Mt 5,9)”.

20260316 – comunicato stampa ATI per la pace